domenica 15 aprile 2012

Equilibrio delicato


Per condividere o scaricare il video: TV Animalista

venerdì 13 aprile 2012

Candid camera: una via soft all'autoconsapevolezza

 Ho scelto di non pubblicare più su questo blog video o immagini cruente di macelli ecc, non perchè non voglia, o perchè non li ritenga veritieri e utili a prendere consapevolezza della realtà, ma perchè ho visto che allontanano invece che indurre riflessioni utili, vengono rifiutati e ignorati in partenza. E quindi per la più parte sono inutili perchè troppo forti.

Ma questa candid camera, totalmente priva di scene cruente, forse può servire, con un sorriso, a suscitare una presa di coscienza.

In questo video appare evidente quanto abitualmente si rimuova dal normale pensare al cibo in merito alla sua provenienza. Esso è quasi sempre inteso come "sostanza in sè". La cotoletta, il prosciutto, la salsiccia, hanno nomi propri che li allontanano dalla loro origine. Pochi decidono di porsi onestamente e consapevolmente questa domanda: da dove viene il cibo che io mangio?
E sebbene razionalmente ognuno conosca la risposta, è solo di fronte ad una evidenza grossolana come quella di questo video che si reagisce.


domenica 8 aprile 2012

I vegan non sono cattivi

Alcuni vegan sembrano delle persone estremiste e rigide. E qualche volta è vero. 
Però, se vai a scoprire chi c'è dietro una bandiera animalista, scopri spesso un essere umano pieno di incertezze, di dubbi e di sensi di colpa, perché è proprio grazie a questi che ha fatto una scelta così radicale agli occhi degli altri. 
E scopri che di ogni sua piccola infrazione, errore o mancanza si dispiace e si sente nuovamente colpevole. L'intransigenza di chi propone agli altri una scelta radicale è prima di tutto rivolta verso se stesso, anzi, verso se stesso è semmai ancora più duro e inflessibile: non si perdona.  
Quasi ogni vegan ha un piccolo dramma personale, una storia di fallimenti e di rimpianti a cui non può  ovviare, e la sensazione di aver trascorso comunque troppo tempo nell'ignoranza, e di continuare a farlo, in modo sempre più sottile, impercettibile agli altri, perchè la quantità di errori possibili è immensa e quanto più si procede nel proprio cammino tanto più gli occhi si aprono e si approfondiscono le consapevolezze, cresce la sensibilità, si amplifica la percezione delle incoerenze. E di incoerenze ognuno è pieno, per la naturale fallibilità dell'essere umano.
Ma ciò che è davvero bello scoprire, dietro all'aggressività battagliera di chi non ammette altre strade, è che la stessa strada che lui stesso sta seguendo cambia continuamente e il sentiero si restringe e si complica progressivamente, tanto da costringerlo periodicamente a nuove scelte, via via più radicali. Sembra tremendo, e invece in quelle strade strette, sempre più impervie e difficili, cresce il senso di pace interiore e di appagamento spirituale, perché è in fondo al percorso che possiamo comprendere meglio quanto fosse giusto seguire proprio quella strada, proprio noi. E quando si è più avanti nel cammino si inizia a perdonare di più, a comprendere con una prospettiva più ampia quanta presunzione ci muovesse all'inizio del viaggio, come se la nostra scelta ci staccasse di infinite lunghezze da chi restava fermo. In realtà eravamo soltanto ad un passo più in là.  
Il vero traguardo è anche ciò che ci porta a riconoscere nei nostri errori la molla che ci ha spinti a non commetterne più, e quindi ad accettarli come necessari per la nostra crescita.
Un vegan intransigente è naturalmente un vegan convintissimo, che però non ha ancora affrontato un percorso abbastanza completo da saper riconoscere i suoi stessi errori in quelli  degli altri e quindi cessare di giudicarli.
Ma non è cattivo.